Copertina Articolo Problem Solving
  • Argomento – Problem Solving

  • Fase Startup – Fattibilità

  • Tempo di lettura – 6 minuti

Problem Solving | Crea il tuo modello “Problema-Soluzione” su Misura

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INTRODUZIONE

La definizione di Problem Solving lo identifica come un’attività intellettuale del pensiero umano, finalizzata al raggiungimento di una condizione desiderata a partire da una condizione iniziale data.

L’approccio al Problem Solving e quindi la ricerca di una soluzione adeguata ai problemi ha sempre seguito un processo base composto da quattro passaggi:

  1. Definire il problema:
  2. Generare soluzioni alternative:
  3. Valutare e selezionare un’alternativa:
  4. Implementare e dare seguito alla soluzione:

Questo è infatti il metodo tradizionale per affrontare il Problem Solving, ma negli ultimi anni sono nati nuovi strumenti per ripensare il processo di Problem Solving e adattarlo a situazioni molto diverse, specialmente in ottica aziendale e ancor più specifico per le Startup.

Il metodo di cui ti parlerò in questo articolo è infatti un metodo innovativo di Problem Solving e si basa sui principi di Lean Startup e User Experience Design. L’obiettivo di questo modello “Problema-Soluzione” su misura è di aiutare Startupper, Imprenditori, Marketer e Manager a identificare modelli comportamentali comuni e riconoscere cosa potrebbe funzionare meglio nel proprio caso specifico.

Questo modello ci aiuta infatti a identificare le soluzioni con maggiori possibilità di adozione, con una riduzione del tempo impiegato per i test e una migliore panoramica della situazione generale.

L’obiettivo di questo modello di Problem Solving è di creare uno strumento che possa tradurre un problema in una soluzione, tenendo conto del comportamento del cliente e del contesto circostante. Nessuno dei modelli esistenti era stato infatti in grado di dare una visione d’insieme, ma nello stesso tempo di approfondire la reale situazione del cliente durante il suo processo decisionale. Con l’applicazione di questo modello sarai quindi in grado di prendere in considerazione le informazioni rilevanti e approfondire la risoluzione dei problemi aumentando le tue possibilità di trovare valide soluzioni al tuo problema.

Ecco una panoramica del modello di Problem Solving proposto:

Ti potrà essere d’aiuto a:

  • Risolvere problemi complessi in modo che si adatti alla tua tipologia di clienti;
  • Procedere più velocemente nell’implementazione della tua soluzione utilizzando mezzi e canali già esistenti;
  • Affinare la tua strategia di comunicazione e di marketing con i messaggi giusti;
  • Aumentare i punti di contatto tra la tua azienda e i clienti trovando la giusta soluzione al problema e creando fiducia grazie alla risoluzione di fastidi frequenti o problemi urgenti e costosi;
  • Comprendere la situazione esistente dei tuoi clienti target al fine di migliorarla.

STRUTTURA IL MODELLO DI PROBLEM SOLVING

Come possiamo notare dall’immagine qui sopra ci sono 4 diversi colori, e ai vari colori corrispondono le fasi del Problem Solving:

  1. Situazione dei Clienti: è fondamentale assicurarsi di comprendere il proprio gruppo target, con i propri limiti e le soluzioni che ha a disposizione;
  2. Adattamento del Comportamento: riduci il rumore e identifica i problemi più urgenti e frequenti per capire le ragioni dietro ad essi e individuare quale comportamento li causa. Se un comportamento è poco frequente o poco dannoso, rappresenta un problema che vale davvero la pena risolvere?
  3. Adattamento dei Canali di Comunicazione: affina la tua comunicazione con forti trigger, messaggistica emotiva e canali giusti per raggiungere i clienti;
  4. Individuare la Soluzione: traduci tutti i dati che hai raccolto per trovare una soluzione adatta allo stato del cliente e ai suoi limiti, per risolvere un problema reale e attingere al comportamento comune del tuo gruppo target.

1 – Situazione dei Clienti

L’obiettivo in questa fase del Problem Solving è comprendere il tuo cliente target, i suoi limiti e le soluzioni a sua disposizione con le quali competerai.

Per fare ciò parti rispondendo a queste domande:

  • Chi è il tuo cliente target?
  • Cosa impedisce al cliente di agire in caso di problemi? Ad esempio: limiti di spesa, connessione di rete lenta, dispositivi disponibili obsoleti.
  • Quali soluzioni sono già disponibili per il cliente quando si trova ad affrontare il problema?
  • Cosa ha già provato in passato?
  • Quali sono i pro/contro delle soluzioni esistenti?

2 – Adattamento del Comportamento

L’obiettivo è di “filtrare” il rumore, identificare i problemi più urgenti/frequenti e comprendere le vere ragioni dietro ad essi e al comportamento che li supporta. Questo comportamento è poco dannoso, poco frequente, non abbastanza percepito? Vale la pena risolvere questo problema?

Ecco altre domande a cui devi rispondere:

  • Quale problema risolvi per il tuo cliente? Potrebbe essercene più di uno, dedica il giusto tempo all’individuazione di questi problemi;
  • Con quale frequenza si verifica questo problema?
  • Qual è la causa dei problemi individuati?
  • Cosa fa attualmente il tuo cliente riguardo al problema (direttamente o indirettamente)?
  • Con quale frequenza si verifica questo problema?

3 – Adattamento dei Canali di Comunicazione

L’obiettivo della terza fase di questo modello di Problem Solving è affinare la comunicazione con forti trigger, messaggistica emotiva e il raggiungimento dei clienti attraverso i canali giusti.

Dovrai rispondere a queste domande:

  • Cosa spinge il cliente ad agire?
  • Quali emozioni provano le persone prima/dopo la risoluzione di questo problema? Usa questo trigger nella tua strategia di comunicazione;
  • Dove si verifica questo comportamento? Online, Offline?
  • Individua e studia i canali online e offline.

4 – Individuare la Soluzione

L’obiettivo nell’ultima fase del Problem Solving consiste nella raccolta dei dati per individuare la migliore soluzione che si adatti al comportamento dei clienti e dei loro limiti.

Regole di questa fase:

  • Se stai cercando di trovare una nuova soluzione ad un problema esistente, occupati di farlo solo dopo avere acquisito una migliore visione d’insieme della situazione reale (completa prima le altre tre fasi);
  • Se stai lavorando su una soluzione esistente (esplorando strategie di crescita, problemi con l’attivazione o l’adozione della soluzione), parti dalla tua soluzione e solo successivamente passa alle altre fasi, verificando che la tua soluzione sia ancora rilevante;
  • Cerca di individuare schemi e parole chiave ripetute (ad esempio tramite le ricerche su Google) elencando i problemi e il comportamento ad esso correlati.

Per individuare soluzioni con una maggiore possibilità di adozione:

  • Pensa a possibili soluzioni che si adattino ai limiti dei clienti, parti dal comportamento esistente del tuo gruppo target;
  • Prendi il meglio da soluzioni alternative, simula i trigger naturali e attingi dal comportamento dei clienti esistenti, progettando una soluzione utile (che risolve un problema reale), comprensibile (ricorda ciò che le persone già sanno) e accessibile (disponibile tramite i canali in cui si trovano queste persone).

Dopo averlo provato per la prima volta, probabilmente ti renderai conto che ti stavi concentrando su un problema diverso (meno urgente o poco frequente) e che la vera causa della situazione merita attenzione. A questo punto individua keyword ripetute (le ricerche su Google per esempio, utilizzando strumenti come Ubersuggest), comportamenti ed emozioni frequenti. Questi dati saranno la tua linea guida nel processo di Problem Solving verso una soluzione con maggiori possibilità di adozione.

CONCLUSIONI

Per riassumere e fare un po’ di chiarezza questo dovrebbe essere il tuo approccio a questo modello di Problem Solving:

  1. Esplicita la tua vision;
  2. Definisci il gruppo di client target;
  3. Individua i limiti del cliente e ricordati di differenziarti/essere migliore delle soluzioni già disponibili sul mercato;
  4. Risolvi un problema frequente, urgente o doloroso analizzandone la causa, inserendoti in un comportamento frequente/familiare direttamente o indirettamente correlato al problema sottostante;
  5. Identifica i trigger che funzionano nella vita reale e le emozioni e sfruttali per rafforzare la tua comunicazione in modo da poter attivare i tuoi potenziali clienti tramite canali online e offline, progettando una soluzione che si adatti ai limiti, ai problemi e ai comportamenti esistenti dei clienti stessi;
  6. Trova quindi una soluzione tenendo in considerazione che la tua soluzione potrebbe cambiare nel tempo per adattarsi a un panorama di mercato in continua evoluzione, ma che la tua Vision dovrebbe rimanere la stessa.

La risoluzione dei problemi che si verificano frequentemente aumenta i punti di contatto con i clienti e aiuta la tua azienda a guadagnare fiducia. Questo è il primo passo per risolvere un problema più grande che potrebbe essere però troppo ampio da affrontare tutto in una volta dall’inizio.

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