Copertina Articolo Lean Startup
  • Argomento – Lean Startup

  • Fase Startup – Fattibilità

  • Tempo di lettura – 10 minuti

Lean Startup | Il metodo applicato dalle Startup di Successo

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INTRODUZIONE

Il concetto e il metodo Lean Startup sono molto articolati, iniziamo quindi dalle basi. Ovvero cos’è il Lean Startup? Il Lean Startup è un modello di business sostenibile composto da una pluralità di metodologie coordinate tra loro e volte allo sviluppo di un’attività sostenibile. Secondo la sua definizione il Lean Startup è inteso anche come un approccio rivoluzionario per il lancio di una qualsiasi idea innovativa. Una caratteristica ricorrente in ogni definizione sta nell’incertezza dei contesti su cui si crea una Startup.

Il Lean Startup è legato al Lean Thinking ovvero una linea di pensiero che punta a ragionare in modo “snello”. Inoltre, fa parte di tutte quelle strategie “agili” che sfruttano la convenienza economica per apportare cambiamenti, sostanziali e non, alla propria impresa.

La metodologia di Lean Startup segue sostanzialmente 3 punti chiave:

  1. Idea: individuazione del percorso di business sostenibile da seguire;
  2. Produzione: riduzione dei tempi e costi per la costruzione di un prototipo da lanciare sul mercato;
  3. Fallimento: modificare il proprio piano di business sulla base dei dati raccolti dai clienti che hanno testato il prodotto.

Come dice il termine stesso, il Lean Startup è ideato principalmente per le startup. Anche se negli ultimi anni, grazie alla sua popolarità, molte piccole e medie imprese hanno iniziato ad integrare sempre maggiormente la metodologia Lean Startup, questo per i grandi successi conquistati dalle startup che l’hanno testato.

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I 4 ELEMENTI DI LEAN STARTUP

Ora definiamo quali sono gli elementi e strumenti del Lean Startup:

1 – Minimum Viable Product (MVP)

Il MVP, in italiano tradotto in “prodotto minimo realizzabile”, corrisponde al prototipo di un nuovo prodotto. Si tratta di una versione temporanea che permette alla tua startup di comprendere al meglio le preferenze del tuo mercato con il minor impiego di risorse. È pertanto uno degli strumenti chiave di Lean Startup. Adattando le versioni del tuo prodotto o servizio alle richieste di chi lo ha effettivamente provato, sei in grado di creare prototipi sempre più in linea con le aspettative dei clienti. Il tuo scopo è di creare quel prodotto finale che soddisfi tutti i requisiti dei consumatori. In quest’ottica si parla anche di qualità, ma non è l’unico fattore rilevante. Spesso, infatti, si tende a creare un prodotto troppo complesso che va a confondere i potenziali clienti, scoraggiandoli nell’acquisto. Ricordiamo comunque, che la qualità del tuo prodotto rispecchia la natura del tuo business e l’intera immagine della tua startup. Tuttavia, la qualità non basta se non conosci i bisogni della tua clientela, infatti si dice che:

 Se non sai chi è il cliente, non sai cos’è la qualità. 

2 – Sviluppo continuo

È un processo che si avvale di diversi software e operazioni di gestione per programmare, in modo rapido e snello, tutti i processi del ciclo di vita di un prodotto o servizio. La creazione dell’idea di business viene gestita secondo questo tipo di organizzazione di Lean Startup che segue il modello build-measure-learn, ovvero crea-verifica-modifica. Infatti, si tratta di costruire, testare e lanciare sul mercato i vari MVP con velocità e frequenza. In questo modo si evitano costi e perdite di tempo inutili, favorendo semplici aggiornamenti e rivisitazioni.

3 – Verifica delle versioni

Più comunemente noto come A/B test, ci rimanda all’articolo di landing page dove lo scopo di tale pagina consiste nel determinare la preferenza di una sola versione del nostro prodotto. In questo caso, infatti, la tua startup si ritrova a proporre sul mercato contemporaneamente due versioni differenti di un unico prodotto. Solitamente la differenza consiste in una o poche variabili che risultano essere sempre rilevanti, abbastanza da dover essere scelte e pagate dai clienti.

4 – Pivot

Il pivot è una fase fondamentale del metodo Lean Startup che deve essere attuata dopo ogni fallimento dato da forti feedback negativi da parte dei consumatori. Nel concreto, è la complessa correzione della direzione inizialmente individuata, progettando nuove ipotesi di prodotto, strategiche o di crescita. Se la tua startup si trova in questa fase significa che non sono state considerate alcune importanti reazioni negative del mercato. Tuttavia, non si tratta di una brutta notizia perché lo scopo del Lean Startup è essere in grado di cambiare velocemente e senza spreco di denaro.

 Il fallimento è anch’esso un risultato. 

IL MODELLO LEAN DELLE STARTUP

Diversamente da quanto ci si aspetta, il metodo di Lean Startup non implica interminabili ore di lavoro senza interruzioni. Lo sviluppo di questo sistema si fonda sulla base di un concetto:

  1. Costruisci un’idea semplice;
  2. Proponi una versione al mercato;
  3. Migliora esponenzialmente seguendo i riscontri.

Questa linea di azione rappresenta proprio il modello “crea-verifica-modifica”.

In alcuni settori, specialmente per i software, la velocità con la quale il Lean Startup ti permette di raggiungere il mercato è un incredibile vantaggio competitivo. Ora vediamo quali sono i 3 passaggi per costruire una startup con il sistema di Lean Startup.

1 – Crea

La prima fase di Lean Startup è caratterizzata dall’ideazione di un progetto specifico utile a soddisfare un certo problema di rilievo. Questo sembra il passaggio più semplice, perché ogni startupper ha in mente un prodotto o un servizio che crede rivoluzionario e indispensabile. Eppure, come abbiamo visto in articoli precedenti, non possiamo dare nulla per scontato. Se vuoi vendere un nuovo prodotto, dovrai prima farti una serie di domande fondamentali:

  • A chi mi sto rivolgendo? Chi sono i miei potenziali clienti?
  • È un prodotto senza concorrenti oppure è già sul mercato?
  • Quali sono le caratteristiche che offre la concorrenza?
  • Quali sono invece i requisiti espressi dal mercato?

Le risposte della tua startup devono essere ben ponderate con il tipo di prodotto che vuoi offrire. Ci sono alcuni aspetti che vanno chiariti sin dal principio, ma sempre mutabili. Dobbiamo ricordarci, infatti, che l’elemento caratterizzante della metodologia di Lean Startup sta proprio nella flessibilità del proprio modello di business. Per questo motivo se si vuole creare una startup con il Lean Startup non è necessario redigere un business plan. Può essere molto più utile fornirsi di documenti meno strutturati e complessi: i business canvas. In ogni caso, è essenziale stabilire tutti i processi del ciclo di vita del MVP.

Una parte di notevole importanza del Lean Startup è legata a una domanda in particolare. Invece di chiederti se puoi costruire il prodotto della tua idea, poniti questo quesito:

 Dovrei creare questo prodotto/servizio? 

In questo caso, devi incorrere in una fase molto delicata del Lean Startup che richiede il giusto tempo, per trovare tutte le domande e creare tutte le ipotesi utili alla creazione della startup. Ti devi chiedere se è effettivamente necessario risolvere un certo problema e se quella soluzione è adeguata. Ovvero, il problema che la tua startup ha preso in considerazione è abbastanza importante per i tuoi clienti, da voler pagare per averlo?

Se la risposta, o meglio, se le tue ipotesi ben bilanciate col mercato corrente mostrano un risultato apprezzabile puoi proseguire alla seconda fase.

2 – Verifica

La seconda fase di Lean Startup si rivolge esclusivamente alla misurazione di tutti i feedback raccolti. Una startup svolge il suo passaggio di verifica quando testa le proprie idee di prodotto sul mercato. Si tratta di un processo che può richiedere l’utilizzo di più strumenti, come l’A/B Test oppure altre metriche di analisi. In questo caso, quindi, la tua startup deve sperimentare e far provare le sue diverse versioni di prodotto o servizio al cliente. Solo in questo modo ti è possibile raccogliere le informazioni realmente utili a farti apportare le giuste modifiche per il tuo prodotto finale.

 Più dati precisi riesci a raccogliere oggi, minori sbagli commetti domani. 

Ogni esperimento di verifica di Lean Startup è mirato: devi fare in modo che i tuoi potenziali clienti siano puntigliosi. Si tratta di chiedere un’opinione per ciascuna caratteristica della versione proposta. Serve poi, un’attenta diligenza per la corretta classificazione dei dati così da eliminare ogni eventuale spreco di tempo, nella lettura e nella comprensione dei dati.

Una volta stabilito quali sono i nuovi input da inserire come base per la realizzazione del tuo prodotto, puoi iniziare di nuovo il ciclo di produzione. Questa fase della metodologia di Lean Startup può essere ripetuta all’infinito. Lo scopo di Lean Startup, infatti, è di attivare un ciclo di vita del prodotto nettamente più veloce rispetto il modello di business tradizionale.

3 – Modifica

La terza e ultima fase del sistema innovativo di Lean Startup è legata alla scelta tra perseverare o attuare un’azione pivot. Ovviamente, ogni decisione è presa basandosi sui dati raccolti nella seconda fase. Dovrai andare a modellare il piano di business iniziale, quello di progettazione dell’idea che ti ha permesso di raggiungere questa fase. Non si tratta semplicemente di aggiornare i business canvas realizzati nel primo passaggio.

In questa parte di Lean Startup, devi essere in grado di imparare dai tuoi fallimenti. Se la tua startup non raggiunge, in tutto o in parte, gli obiettivi prefissati allora devi riuscire a capire cos’è andato storto. È tipico, comunque, prevedere anche ipotesi tendenzialmente negative. In questo caso, non è molto significativo il fatto che il risultato non sia positivo: l’importante è che tu l’abbia previsto!

Sostanzialmente, ora vediamo quali sono le azioni nella fase di modifica della metodologia di Lean Startup.

Perseveranza

Nella scelta di perseverare con la tua strategia di business, puoi trovarti a decidere in particolare se:

  • Costruire il tuo prodotto: ovvero l’ultima versione di MVP testata sul mercato. Infatti, se i risultati ottenuti dalla sperimentazione di un tuo prototipo sono principalmente positivi, allora è preferibile realizzare subito il tuo prodotto definitivo e iniziarne la produzione il prima possibile. Ma ricordati di tenere comunque in considerazione gli eventuali feedback di miglioria.
  • Ottimizzare il tuo prodotto: col fine di soddisfare tutti i requisiti richiesti dai clienti. Di solito puoi scegliere di migliorare il tuo prodotto prima di iniziarne la produzione quando le variazioni da apportare sono ormai ben note, ma anche per sperimentarlo di nuovo prima del lancio sul mercato. In questo caso, infatti, i riscontri avuti dalla clientela sono sia positivi sia negativi.

Pivot

Come abbiamo già visto, l’azione pivot è uno degli elementi essenziali di Lean Startup. Deve essere attuato quando i feedback raccolti sono prevalentemente negativi: qui serve una vera e propria svolta nei modelli di business o nel prodotto in sé. Se la tua startup si ritrova ad affrontare una situazione di pivot significa che hai bisogno di un cambiamento radicale nel tuo metodo. Pertanto, devi lavorare per adattare la tua visione ai reali desideri e necessità dei tuoi consumatori.

Purtroppo, a volte è sano riconoscere che se i risultati sono totalmente negativi e non coerenti con le ipotesi ideate, in questo caso è meglio abbandonare del tutto l’idea iniziale di business. Tuttavia, è sempre consigliabile superare tutte queste fasi con il supporto di un esperto in Lean Startup.

TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE!

Adesso partiamo da un importante concetto e vediamo atri aspetti di Lean Startup.

 Le startup non sono grandi imprese in miniatura. 

Questo è il presupposto per capire come le startup nascenti non hanno, di fatto, ancora un piano aziendale definito, a differenza delle aziende esistenti. Il vantaggio del Lean Startup si fonda su questo concetto, perché punta ad offrire agli startupper la possibilità di delineare il più adatto modello di business per le loro esigenze. Un modello sostenibile, ripetibile e conveniente: senza troppi vincoli di tempo, denaro e risorse.

Molte imprese che hanno integrato completamente il Lean Startup come propria strategia di business sono riuscite a diventare dei colossi nel loro settore. Ciò è stato possibile grazie alla loro capacità di essere flessibili ai cambiamenti delle tendenze e, pertanto, sempre aggiornati sui reali bisogni del mercato.

Le Lean Startup di successo:

  • Sono in grado di riconoscere che non vi sono limiti, piuttosto vanno ad esplorare i nuovi confini digitali;
  • Superano le incertezze che le colgono nella delicata fase di creazione del loro business;
  • Sanno che l’idea non vale tanto quanto la sua effettiva realizzazione, perciò non temono che la loro idea venga “rubata”;
  • Sfruttano il web, attraverso software e piattaforme, per validare la propria idea in modo quasi privo di oneri.

L’esempio perfetto per quest’ultimo punto riguarda la cosiddetta “pagina vetrina” o anche nota come landing page.  Non è altro che una pagina online contenente alcune caratteristiche generali e/o specifiche del prodotto che la startup desidera realizzare. Si tratta, in particolare, della fase di prototipizzazione di Lean Startup dove la prova del prodotto avviene attraverso la pagina online ancora prima che sia progettato il prodotto. In questo modo si va a stabilire la tipologia e la frequenza di interazione con i potenziali clienti, in relazione a quel ipotetico prototipo.

Le domande che ti assicurano una buona fase di partenza sono:

  1. Esiste davvero il problema che hai individuato?
  2. Quel problema è realmente fastidioso per il tuo target clienti?
  3. È un problema per il quale si sente il bisogno che venga risolto? Se sì, il tuo prodotto offre davvero una soluzione adeguata e conveniente al cliente?

Tutti questi quesiti si ricollegano alla domanda iniziale: è necessario costruire il tuo prodotto? La difficoltà sta nel rispondere a tutte queste domande con cognizione e sulla base di dati affidabili, come quelli raccolti in un’attenta ricerca di mercato. Questa parte è davvero importante per la tua startup perché rappresenta, di fatto, il tuo primo risultato: dal quale, poi, iniziare tutti i processi di realizzazione del prodotto.

 Lavora d’ingegno, non di forza. 

Un altro fattore vitale di Lean Startup è l’apprendimento. Tutti i fallimenti conseguiti e gli errori commessi sono parte integrante del processo. Come abbiamo visto fino ad ora, al contrario delle imprese consolidate, le startup attraversano una lunga fase di studio, ricerca e creazione dell’idea di business. Solo dopo, le Lean Startup possono entrare nella fase di sperimentazione e testare tutte le ipotesi ideate fino a quel momento. Gli obiettivi che si prefiggono gli startupper sono legati ad ogni ambito dell’impresa: la produzione, i prezzi e gli altri componenti del modello di business.

Seguire questa metodologia consiste, pertanto, nella ripetizione del processo di Lean Startup fino al raggiungimento degli scopi prefissati ovvero continuare a progettare ipotesi, testare i prototipi, apprendere gli esiti fino a quando l’idea del prodotto non viene validata. In tal caso, si persevera nella propria strategia altrimenti si continua a ripetere il processo di Lean Startup.

CONCLUSIONI

Dai vari temi trattati fino ad ora, possiamo intuire che il Lean Startup è un argomento molto ampio. Abbiamo visto cosa s’intende per metodologia di Lean Startup, quali sono gli elementi di Lean Startup e il correlato modello crea-verifica-modifica. Pare chiaro, quindi, di come costruire una startup con il Lean Startup sia una scelta ottima per gli imprenditori che vogliono iniziare la propria attività in poco tempo e in modo conveniente. Per non perdere la tua opportunità di successo con il Lean Startup è indispensabile affidarsi al consiglio di un esperto, al fine di gestire al meglio questo frenetico insieme di metodologie innovative. In ogni caso, ti consigliamo la lettura del libro di Eric Ries ideatore del funzionamento di questo sistema e della cultura di lean thinking.

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